Autore Topic: l'intervista a Carlo Massarini  (Letto 30765 volte)

Offline alexred

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l'intervista a Carlo Massarini
« il: 24 Ago 2005, 16:53:17 »
Sono al telefono con Carlo Massarini, lo saluto e lo ringrazio e inizio a presentargli  Mambo e Mamboserver.it, gli parlo del progetto Open Source e della nostra comunità. Inizia così la nostra chiacchierata telefonica. Ne riporto qui il testo cercando di mantenere la forma più corretta.

Che opinione hai su questa crescente voglia di pubblicare la propria voce sul web e su questi nuovi metodi Open Source ?
« Ultima modifica: 24 Mag 2010, 09:12:25 da alexred »

Offline Carlo Massarini

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Re: l'intervista
« Risposta #1 il: 24 Ago 2005, 16:56:13 »
Penso che l’atteggiamento nei confronti del mezzo e la sua diffusione siano molto diversi rispetto a qualche anno fa.  Alcune cose di base, tuttavia, non sono cambiate. La possibilità di immettere una quantità, magari limitata, di materiale, e oggi la possibilità di creare facilmente dei siti, dei blog, forum, dei newsgroup e farlo da soli, abbastanza facilmente, rimane comunque la cosa più interessante di tutto il sistema di comunicazione- Internet . Se non si comunica, o comunicano solo in pochi o solo alcuni tecnicamente capaci, è chiaro che non è un vero sistema di comunicazione. Io credo che nel tempo invece si sia rivelato tale, cioè una piattaforma sulla quale, in misura maggiore o minore, tutti riescono a pubblicare e tutti riescono a ricevere un po' di attenzione.
Rimane il problema di fondo iniziale, cioè che tu puoi pubblicare, ma se non sei bravo o se non hai i mezzi o un talento per la diffusione della tua comunicazione, rimani in una nicchia di poche persone che ti conoscono e nessuno ti viene a cercare. Quindi la visibilità rimane il problema fondamentale per chi vuole pubblicare qualcosa non per il gusto di pubblicarla, o per l’euforia della propria prima pubblicazione, ma perchè ci tiene. Se poi si tratti di cose politiche, tecnologiche, di intrattenimento, di gusto o di cultura, questo non importa, il discorso rimane sempre il solito. Adesso, come dici tu Alex, gli strumenti sono più raffinati, sicuramente più automatici, più alla portata di tutti e si sono abbassati i prezzi, però rimane il fatto che una volta che hai pubblicato chi ti legge? E questo rimane il problema di fondo.
E’ chiaro che adesso siamo tutti quanti più abili nell’usare Internet, sappiamo che puoi inserirti nei vari newsgroup per rilanciare le tue notizie, farti conoscere partecipando alle cose degli altri. Le tecniche di comunicazione, di diffusione del proprio messaggio, di aumento della propria visibilità, si sono raffinate.. Il problema tuttavia rimane. Ben vengano, quindi, strumenti che  con una tecnologia a basso costo consentono a tutti di avere una visibilità pressochè infinita,  mezzo che io ho sempre sostenuto essere “democratico”. Il problema rimane il fatto di come ottenere questa visibilità.

Offline alexred

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Re: l'intervista
« Risposta #2 il: 24 Ago 2005, 16:56:40 »
Condivido la tua opinione, è difficile avere la giusta visibilità. Anche se i motori di ricerca riescono in alcuni casi a scindere la differenza fra siti “spam” e siti con contenuti veri, comunque la difficoltà rimane.

Offline Carlo Massarini

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Re: l'intervista
« Risposta #3 il: 24 Ago 2005, 16:57:00 »
Non è sempre vero. Bisogna sottolineare che per essere presenti al numero 1 o numero 2 dei motori di ricerca, come tu mi insegni visto che lo fai di mestiere, ci sono vari metodi e tecniche che non sempre tengono conto dei relativi contenuti pubblicati. Detto questo, rimane il fatto che ti vanno a cercare sul motore di ricerca coloro che sono interessati o a te personalmente o a quello che hai da dire. Quindi si ritorna al problema. In un motore di ricerca, a meno che tu non sia già a conoscenza del nome o cognome o un riferimento abbastanza preciso, è molto complicato trovare “quella” persona.

Offline alexred

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Re: l'intervista
« Risposta #4 il: 24 Ago 2005, 16:57:44 »
Che utilizzo fa di Internet Carlo Massarini oggi ?

Offline Carlo Massarini

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Re: l'intervista
« Risposta #5 il: 24 Ago 2005, 16:58:07 »
Alla fine, lo utilizzo in maniera non particolarmente attiva editorialmente. Io sono un pò un perfezionista e non ho mai voluto aprire un mio sito personale perchè avevo il terrore di doverlo poi mantenere aggiornato: perchè oggettivamente va aggiornato. Non si può creare un sito vetrina e lasciarlo lì con 4 foto, 3 dichiarazioni e ci si vede fra un anno per altri aggiornamenti..... Quindi, essendo conscio di questo e volendo sempre fare le cose per bene, alla fine non l’ho mai aperto. Poi mi sono convinto ad aprire un blog, visto che qui  la gente posta anch'essa, è più interattivo...... ma poi mi sono reso conto che pure il blog  va seguito e mantenuto. Sai, io amo molto il mio tempo libero, quindi ho le mie cose da leggere, ho la musica che mi riempie tantissimo tempo... poi ho 4 figli.... il lavoro che mi porta spesso ad esser fuori. Alla fine ho capito che per fare una cosa del genere avrei dovuto veramente o tagliare di netto il mio tempo di sonno, oppure ritagliarmi un impegno quotidiano che non sarei stato comunque in grado di mantenere. Ho sempre pensato che una cosa del genere andava fatta nel momento in cui partiva un programma  o partiva un’iniziativa di un certo tipo dove ci sia già del materiale o ci fosero già delle persone che comunque collaborano ad un’attività redazionale, però questa cosa non si è mai concretizzata.
Ho però un grande progetto, ma un pò pigro e indaffarato come sono.....ho paura che per adesso rimarrà un simpatico progetto o forse un simpatico sogno.

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Re: l'intervista
« Risposta #6 il: 24 Ago 2005, 16:58:31 »
Di cosa si tratta?

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Re: l'intervista
« Risposta #7 il: 24 Ago 2005, 16:58:52 »
Io vorrei mettere in rete tutto quello che è il mio mondo, che è un mondo abbastanza ricco di materiali, perchè da un punto di vista musicale io ho fotografato e registrato chiunque dal ’70 all’ 85, e quindi ho un sacco di materiale molto interessante. Foto di gente che o purtroppo non esiste più o che sicuramente ha cambiato faccia, poi interviste e altro materiale. Io ho cominciato a fare foto da quando stavo in radio e ho visto chiunque, più gente di quanta non riesco a ricordare.
L’idea sarebbe quella di mettere on line tutto questo materiale, se poi con me .....come avviene nei blog, si attaccassero altre persone con cui ho vissuto, che ho visto o di cui ho parlato ecc...  potrebbe diventare un progetto importante. Però francamente ho il terrore a mettermici perchè è un lavoro infinito..... è un lavoro da pensionato.

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Re: l'intervista
« Risposta #8 il: 24 Ago 2005, 16:59:15 »
Tu forse lo vedi solo sotto l'ottica singola, tua individuale, non riesci a pensare che qualcuno ti può aiutare in questo progetto ?

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Re: l'intervista
« Risposta #9 il: 24 Ago 2005, 16:59:35 »
mmm..... qualche simpatico volontario..... perchè ovviamente soldi da investire in questa cosa non ce ne sono.....

Offline alexred

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Re: l'intervista
« Risposta #10 il: 24 Ago 2005, 16:59:58 »
Ovviamente, anche il nostro è un progetto che si basa sul lavoro volontario, ma interessato e motivato, anche se totalmente gratuito. Spesso aiutiamo a far nascere progetti e a farli crescere inizialmente. Secondo la mia opinione è fattibilissimo che ci siano persone interessate e disposte ad aiutarti nella realizzazione di questo progetto, che prevede la totale condivisione di questo materiale inedito online, far rivivere quelle storie ed emozioni. L’unico scoglio sarebbe la digitalizzazione di tutti i materiali per renderli fruibili dal web, invece per la catalogazione e l’impaginazione in una apposita struttura, sono il nostro pane.

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Re: l'intervista
« Risposta #11 il: 24 Ago 2005, 17:00:19 »
Certo la digitalizzazione di questo materiale è un grosso scoglio..... Poi, da questo, il passo successivo nel creare un sito di riferimento per coloro che stanno + o – fra i 30 e 60 anni, che sono quelli a cui mi sono rivolto dal 71 in poi, che potrebbero avere un punto di riferimento per poter fare delle scelte, avere dei consigli scoprire degli oggetti ecc.... si, questa potrebbe essere la fase successiva.
Per tornare alla domanda su come uso internet: lo uso come la maggior parte delle persone che non hanno un sito e non hanno un blog, lo uso per ricerche, mail, videoconferenze, chat, Skype, e tutti questi sistemi che in qualche maniera mi tengono in comunicazione con tutte le persone che conosco in giro per il mondo.  Detto questo.... la vera risorsa come ben sappiamo è il tempo..... e non c’è mai tempo abbastanza per fare tutto quello che vorresti.

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Re: l'intervista
« Risposta #12 il: 24 Ago 2005, 17:01:10 »
Per ritornare al tuo passato, io avevo scritto sul nostro forum che presto ci sarebbe stata la nostra intervista e chiedevo agli utenti se avevano domande da porti, ecco che Vamba ha scritto .......
”Carlucccio 
Mi fa ricordare la mitica estate 1980, Pistoia primo tour italiano di Jackson Browne, cantautore americano quello di STAY ...... (just a little bit longer) ..... RUNNING ON EMPTY  molto amico dei componenti degli EAGLES ed, agli albori della sua cariera ha collaborato pure con i BLUE OYSTER CULT.
(In italia si può ricordare la cover che cantò Ron - Una città per cantare).
Come molti pischelli (avevo 19 anni) ho avuto il piacere di scambiarci due parole, dato che all'epoca conduceva un programma musicale ed era abbastanza in voga.”

Offline Carlo Massarini

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Re: l'intervista
« Risposta #13 il: 24 Ago 2005, 17:01:34 »
Allora.... devi dire al Vamba che l’anno non era il 1980 ma l’82, non so di che stupefacenti facesse uso..........sbagliare di 2 anni non è poco. Si è stato un tour molto bello, proprio un bel progetto, devi considerare i tempi, perchè tutto questo, cioè fare un dietro e davanti  le quinte di una tournée, adesso sembra facile, quasi ovvio. Però tu devi pensare che tutto questo accadeva 23 anni fa, i tempi erano meno maturi, anche da un punto di vista tecnologico, per fare una cosa simile, adesso con 4 telecamerine digitali faresti miracoli. Allora bisognava portarsi dietro dei macchinoni con la bobina......  quindi tu devi pensare alle difficoltà tecniche di allora, poi al fatto che, nonostante fossimo amici, Jackson era pur sempre una star americana. Proprio in quel periodo, mentre stava in tournée in Italia, andò per la prima ed unica volta al numero uno  in america con Hold on /Hold Out, che fra l’altro non dico che sia il suo album più brutto ma sicuramente non uno dei più belli........ Comunque fu una bellissima esperienza, girare un film con il tuo cantautore preferito, quasi un fratello di sangue....E' stato molto divertente, poi io presentavo tutti i concerti e si lavorava per fare tutti i dietro le quinte, si inventavano delle scene, si portava Jackson in  punti particolari  a seconda delle città.... Roma piuttosto che Venezia o Milano. Quindi si, ricordo che sono stati una decina di giorni molto belli, faceva un caldo boia, era fine luglio/agosto. Poi ci siamo salutati, io sono andato in vacanza e lui è rimasto a montare il materiale con il regista.Abbiamo fatto due ore di Mr. Fantasy che non dico siano passate alla storia, ma sono ricordate con molto affetto da tutti coloro che hai tempi seguivano.

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Re: l'intervista
« Risposta #14 il: 24 Ago 2005, 17:01:52 »
Tornando ad Internet, Internet e la musica, Internet e gli MP3, Internet e i Copyright e le case discografiche....

Offline Carlo Massarini

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Re: l'intervista
« Risposta #15 il: 24 Ago 2005, 17:02:30 »
Le case discografiche, abbastanza incredibilmente dal mio punto di vista (forse non le conoscevo abbastanza bene o forse le sopravvalutavo) hanno mancato completamente l’onda.  Dico che le sopravvalutavo perchè in fondo sono stato in dei luoghi dove comunque è vissuta, cresciuta, maturata e nutrita una certa creatività nel senso che la musica, tra tutte le forme di comunicazione degli ultimi 30-40-50 anni, è stata sicuramente la più interessante, la più vivace, la più trasgressiva, psichedelica  .......Quindi sono rimasto un poco sorpreso che non abbiano proprio capito. Quando poi invece , l’iPod di Steve Jobs, quindi Apple, quindi società informatica, ha fatto tutto quello che ha fatto, ho capito qual'era il problema, che una cosa è la creatività per fare dei prodotti e marketizzarli nei canali conosciuti, un’altra cosa è invece adeguarsi, adattarsi a un sistema completamente nuovo, capirne in fretta le potenzialità e usarlo a proprio vantaggio. Sono due cose molto diverse. Perciò le case discografiche hanno sicuramente mancato una grande occasione, hanno praticamente mancato l’anno zero:  si sono trovate da una parte spiazzate dalla pirateria, quindi dalla possibilità di copiare all’infinito, dall’altra parte si sono trovate incapaci di creare una forma di distribuzione alternativa e nuova, tanto è vero che l’ha creata per loro un informatico. Tant’è vero che ora il vero padrone della musica in questo momento.... adesso forse esagero... però è paradossale che sia Steve Jobs .......e questo fa un pò ridere..... è come se il padrone della musica fosse stato il sig. Sony che aveva inventato per il figlio il Walkman..... però il Walkman era solo un sistema di riproduzione.... Questo è un sistema di distribuzione quindi è molto importante da un punto di vista industriale.
Penso che fondamentalmente ogni tecnologia porta con sè un rischio, un rischio di carattere completamente diverso...... questo ha portato un rischio industriale nei confronti del copyright, ed ora lo sta portando anche nell’industria cinematografica Non l’ha portato nell’industria libraria perchè ovviamente il supporto si presta molto poco ad essere copiato e quindi ridistribuito. Quindi, dato il sistema e data la possibilità tecnica di fare quello che hanno fatto i vari Napster ecc... , ci sono due maniere di combatterla: la prima passa per le aule dei tribunali.... ed infatti Napster ha fatto la fine cha ha fatto, è stato chiuso e poi riaperto peraltro con molto meno successo di prima, evidentemente, essendo a pagamento. Dall’altra parte però, io ritengo sia giusto tutelare coloro che scrivono canzoni, nel senso che è giusto tutelare coloro che hanno un talento per inventare qualcosa che non c’è, che dà soddisfazione, che crea un mercato, che dà piacere alla gente ecc...  io trovo che una forma di retribuzione ci debba essere. Conosco bene i meccanismi del mercato di adesso, la maggior parte dei cantant, essendo diminuite le vendite, guadagnano più sugli spettacoli dal vivo. Se tu sei in classifica, sei più popolare, si sente di più la tua musica ed è chiaro che tu fai più serate. Detto questo però , è evidente che si sono persi 5 anni nel cercare di bloccare queste cose senza invece fare una strategia alternativa nuova per il nuovo millennio.
Io credo che quello che le case discografiche potrebbero offrire maggiormente  è una sorta di senso di appartenenza legato a un gruppo o piuttosto che a un cantante, a una situazione musicale o un’etichetta discografica. Se tu guardi molta delle pubblicità delle compagnie telefoniche è basata sul senso di comunità, cioè: “venite da noi che vi forniamo tutta una serie di cose”, le case discografiche avrebbero dovuto fare la stessa cosa, sia come casa discografica che come distribuzione del singolo artista. In alcuni casi è stato fatto.... ma molto poco. L’ha fatto Bowie, o Prince,  ma per conto loro.
Avrebbero dovuto creare dei poli d’accesso per coloro che compravano i dischi, in maniera tale che il disco diventasse in realtà un biglietto d’ingresso al Luna Park , nel senso che tu entravi ed avevi il disco, il dietro le quinte, altri pezzi, un contatto con l’artista....ecc... Avrebbero dovuto creare un meccanismo del genere, secondo me. Un meccanismo che desse a chi si avvicinava al prodotto discografico ( pagandolo una cifra esorbitante perchè, a parte l’Inghilterra dove però il costo della vita è molto più alto, io non conosco nessun altro paese dove i  cd costano così tanto). In America, a  parte il dollaro favorevole, costano veramente il 30% in meno ed in altri paesi anche più del 30 %. Comunque, un biglietto di ingresso per entrare in una comunità, cioè per entrare in un mondo dove il tuo artista non era semplicemente quello che cantava 12 canzoni ma che in qualche maniera apriva un pò le porte del suo mondo meno pubblico. Su questo aspetto le case discografiche hanno lavorato molto poco, poi si..... ci sono anche altre cose, ma ora non vorrei prendere il posto di un direttore marketing di una multinazionale....... ci sono altre cose che loro potrebbero fare per spingere la gente a comprare musica. Comunque adesso ne frattempo mezzo mondo ha l’iPod, mezzo mondo compra da iTunes quindi ....son contento per la Apple e per i suoi introiti, però devo dire che la discografia ha mancato proprio il treno..... adesso il treno grosso è un pò passato, si possono prendere dei treni minori, ma quello grosso è andato....

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Re: l'intervista
« Risposta #16 il: 24 Ago 2005, 17:03:03 »
Quindi parlando di acquisti su Internet, e-commerce... Con la musica sta funzionando, anche nel nostro paese il commercio elettronico inizia a funzionare, tu fai acquisti in Internet ?

Offline Carlo Massarini

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Re: l'intervista
« Risposta #17 il: 24 Ago 2005, 17:03:25 »
Certo, io le cose che mi interessano le compro tutte su Internet, dalla musica, alle scarpe, abbigliamento.... è chiaro che su Internet puoi comprare delle cose standard o che già conosci, come un disco. E' più complicato sopratutto se hai un fisico che non è perfettamente una taglia comprare roba da abbigliamento: devi magari provarlo in un negozio e poi cercare un prezzo migliore in rete Però dai prodotti elettronici al software io compro praticamente tutto su Internet.

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Re: l'intervista
« Risposta #18 il: 24 Ago 2005, 17:03:43 »
Si, penso che il commercio elettronico nel nostro paese si sia mosso e io credo che parte del merito sia da attribuire all’arrivo delle carte di credito ricaricabili, molta paura nel dare i dati della propria carta sembra essere svanita.

Offline Carlo Massarini

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Re: l'intervista
« Risposta #19 il: 24 Ago 2005, 17:04:06 »
Si, comunque io utilizzo l’home Banking e la carta di credito, ma ad oggi è chiaro che se a un certo punto ti clonano la carta di credito, entro 30 giorni facendo reclamo le banche ti restituiscono quello che ti è stato rubato. Non è tanto la paura di far conoscere il proprio numero della carta, il problema è che poca gente ha la carta di credito, è questa la differenza. Mentre in America la carta di credito è molto diffusa in Italia non tutti ne sono in possesso o non la usano, c’è proprio una disabitudine ad usarla, perchè da noi va ancora di moda avere i soldi in tasca .

 

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